.09. Punti, Parole

8 Febbraio 2009

Vi è una relazione molto particolare tra ciò che è nelle parole e ciò che è tra le parole di un testo. Qualsiasi idiota può declamare parole scritte; rivelare, tuttavia, che cosa accade tra una parola e l’altra è così sottile che, nella maggior parte dei casi, è difficile distinguere con certeza cosa sia dell’attore e cosa dell’autore.

da Un punto in movimento


.08. Punti, parole

21 Maggio 2008

Tento di rispondere a una lettera

 

Caro Signor Howe, 

la sua lettera è un fulmine a ciel sereno e mi mette in difficoltà.

Ella mi domanda come diventare regista. In teatro i registi si autonominano. Un regista disoccupato è una contraddizione in termini, come lo è un pittore disoccupato; a differenza di un attore disoccupato che è una vittima delle circostanze. Si diventa registi autodefinendosi tali, poi persuadendo gli altri che questo è vero. Così, in un certo senso, trovare lavoro è un problema che deve essere risolto con la stessa abilità e con le stesse risorse che servirebbero durante le prove. Non conosco altro sistema che quello di convincere altre persone a lavorare con te, di iniziare qualsiasi lavoro – anche non pagato – e di presentarlo al pubblico in una cantina, nel retro di un pub, in una corsia d’ospedale, in una prigione. L’energia che si produce lavorando è più importante di qualsiasi altra cosa. Faccia quindi in modo che niente le impedisca di essere attivo, anche nelle condizioni più precarie, piuttosto che perdere tempo nel cercare condizioni più favorevoli che potrebbero anche non presentarsi. In fin dei conti, lavoro chiama lavoro.

Con cordialità

             Peter Brook, Un punto in movimento, Ubulibri


.07. Punti, Parole

15 Maggio 2008

Malintesi

Ricordo che più o meno in quel periodo feci un viaggio a Dublino dove sentii parlare di un filosofo irlandese che era molto di moda negli ambienti universitari. Non avevo letto il suo libro né lo avevo mai incontrato, ma ricordo una sua frase, citata da qualcuno in un bar, che mi aveva subito colpito: era la teoria del punto di vista in movimento”. Non voleva dire un punto di vista mutevole, ma quell’esplorazione che si fa con un certo tipo di raggi X, in cui il continuo cambiamento di prospettiva dà l’effetto della densità. Ancora oggi ricordo l’impressione che quella frase suscitò in me.

 

da Un punto in movimento di Peter Brook, ubulibri 


.06. Punti, Parole

3 Maggio 2008

Vi è un unico tempo

 

[...] Nello stesso modo, preparare un personaggio è proprio l’opposto di costruire: vuol dire demolire, togliere, mattone dopo mattone, dai muscoli dell’attore, dalle sue idee e dalle sue inibizioni, tutto ciò che interferisce tra lui e il suo ruolo finché, un giorno, come portato da un soffio di vento, il personaggio lo penetrerà attraverso ogni suo poro.

da un Punto in movimento di Peter Brook


Cittadinanza attiva/Editoria:

24 Aprile 2008

Teatro e carcere, Un teatro che non cerca applausi

Si segnala a riguardo Senzatitolo

link: L’UOVO

Volti

Non c’è alcuna differenza tra l’esperienza con Peter Brook, di cui sono allievo, e quella con i giovani attori abruzzesi, perchè quest’ultima rappresenta quel filo di continuità con il teatro, che io amo profondamente”. Così Bruce Myers

Novembre 27, 2007


.05. Punti, Parole

23 Aprile 2008

Vi è un unico tempo

...Nel Teatro vi è un grande malinteso e cioè la tendenza a credere che il processo teatrale sia diviso in due tempi, come avviene in altri campi.

Primo tempo: produrre;

secondo tempo: vendere…

…A mio avviso è proprio il contrario. Direi che il processo consiste non in due tempi, ma in due fasi.

Prima fase: preparazione;

seconda fase: nascita.

Una bella differenza…..

da un punto in in movimento di Peter Brook


.04. Punti, Parole

21 Aprile 2008
Facciamo il punto.

Marat


“Occorre tirarsi fuori dal fosso
per i propri capelli
rovesciare se stessi da dentro in fuori
ed essere capaci di vedere
ogni cosa con occhi nuovi”
da “La persecuzione e l’assasinio di Jean-Paul Marat rappresentati dai filodrammatici di Charenton sotto la guida del marchese di Sade”, di Peter Weiss, Einaudi, Torino
“E come?” qualcuno, certo, chiederà. Weiss, con saggezza, rifiuta di dirlo: ci obbliga a mettere in relazione gli opposti e ad affrontare le contraddizioni; ci lascia scorticati. E’ in cerca di un significato, non di una definizione e affida a chi spetta la responsabilità di trovare le risposte: la toglie al drammaturgo per darla a noi.
da un punto in movimento di Peter Brook