.09. Punti, Parole

8 Febbraio 2009

Vi è una relazione molto particolare tra ciò che è nelle parole e ciò che è tra le parole di un testo. Qualsiasi idiota può declamare parole scritte; rivelare, tuttavia, che cosa accade tra una parola e l’altra è così sottile che, nella maggior parte dei casi, è difficile distinguere con certeza cosa sia dell’attore e cosa dell’autore.

da Un punto in movimento


.Scuola. Insegnare

10 Novembre 2008

Insegnare

Dimmi e io dimentico; mostrami e io ricordo; coinvolgimi e io imparo.

Benjamin Franklin

Se insegni, insegna a dubitare di ciò che insegni

Josè Ortega Y Gasset

 

Ecco due frasi da meditare cercando di individuare il comune filo conduttore, ossia l’insegnare. E’, questa, una delle attività più alte e delicate che una persona compia nei confronti di un’altra. Ed è significativo ciò che osserva, nel primo aforisma, Benyamin Franklin, sì, l’inventore del parafulmine che fu anche scrittore e politico del Settecento americano. Egli distingue quasi tre gradi nell’insegnamento. Il primo è quello – ahimè molto “scolastico”- del dire le cose agli altri perchè le imparino, secondo il metodo dell’allevamento dei polli: li ingozzi perché assorbano cibo. E’ naturale che l’esito sia solo quello dell’evacuazione nell’oblio. Diverso è il secondo caso. La dimostrazione motivata, che nasce da un convincimento o da un’esperienza dello stesso maestro, incide e convince il discepolo che ricorderà il messaggio ricevuto. 

Infine c’è la testimonianza: il docente non solo dimostra ma rivela che quella verità ha guidato le sue scelte, l’ha aiutato nel percorso della vita e allora le sue parole non saranno solo ricordate ma diventeranno un esempio da imitare, coinvolgendo l’alunno in pienezza. E’ ovvio che questa triade vale non solo per gli insegnanti ma per tutti gli educatori e ciascuno di noi lo è nei confronti quotidiani col prossimo. Un cenno merita annche la seconda frase che è del filosofo spagnolo José Ortega y Gasset(1833-1955). E’ un monito da assumere con una precisazione. Il dubbio è come una spezia o come il sale, è necessario perché la nostra ragione è limitata e quindi deve’essere bandita ogni arroganza intellettuale, ma se il sospetto diventa eccessivo, ci costringe a sputare il cibo inghiottito. Ci sono due estremi da evitare: non dubitare di niente e dubitare di tutto.

da Gianfranco Ravasi, Le parole e I giorni-Nuovo breviario laico, Mondadori 2008 

 

 

 

 


.08. Punti, parole

21 Maggio 2008

Tento di rispondere a una lettera

 

Caro Signor Howe, 

la sua lettera è un fulmine a ciel sereno e mi mette in difficoltà.

Ella mi domanda come diventare regista. In teatro i registi si autonominano. Un regista disoccupato è una contraddizione in termini, come lo è un pittore disoccupato; a differenza di un attore disoccupato che è una vittima delle circostanze. Si diventa registi autodefinendosi tali, poi persuadendo gli altri che questo è vero. Così, in un certo senso, trovare lavoro è un problema che deve essere risolto con la stessa abilità e con le stesse risorse che servirebbero durante le prove. Non conosco altro sistema che quello di convincere altre persone a lavorare con te, di iniziare qualsiasi lavoro – anche non pagato – e di presentarlo al pubblico in una cantina, nel retro di un pub, in una corsia d’ospedale, in una prigione. L’energia che si produce lavorando è più importante di qualsiasi altra cosa. Faccia quindi in modo che niente le impedisca di essere attivo, anche nelle condizioni più precarie, piuttosto che perdere tempo nel cercare condizioni più favorevoli che potrebbero anche non presentarsi. In fin dei conti, lavoro chiama lavoro.

Con cordialità

             Peter Brook, Un punto in movimento, Ubulibri


.Uomini, Idee: Don Lorenzo Milani

18 Maggio 2008

Don Lorenzo Milani

A Teatro

“ Il desiderio di esprimere il nostro pensiero e di capire il pensiero altrui è l’amore. Per cui essere maestro, esser sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa.”

Lorenzo Milani

BERESHITEATRO  PROPOSTA DI CONFERENZA-SPETTACOLO 

 A don Lorenzo Milani

Oggi l’annuale marcia di Barbiana

Oggi 18 maggio, si svolge, come è ormai tradizione, l’annuale marcia di Barbiana. L’evento vuole ricordare don Lorenzo Milani, che visse ed operò proprio in questa sperduta frazione del Comune di Vicchio, in provincia di Firenze. Lì il Priore aveva dato vita, negli anni sessanta, ad una scuola per i figli dei contadini che, malgrado la scarsità dei mezzi di cui disponeva, seppe essere un faro nel panorama pedagogico mondiale.

La marcia di Barbiana ogni anno si arricchisce di nuovi contributi e di nuove persone: evidentemente don Milani ha lanciato un messaggio universale, capace ancora oggi di far riflettere e di scuotere le coscienze. 

leggi l’articolo su italianotizie.it

La Scuola di Barbiana

La scuola di Barbiana è un’esperienza educativa avviata da Don Lorenzo Milani negli anni ’50. La scuola sconcertò e stimolò il dibattito pedagogico degli anni ‘60.

PROGETTO LORENZO

del Centro di Formazione e Ricerca Don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana

La Fondazione Don Milani  è stata costituita da un gruppo di allievi del Priore – provenienti sia dalla scuola popolare di Calenzano che da Barbiana -, da un gruppo di amici e sacerdoti vicini a don Lorenzo e dall’Università degli studi di Firenze.

La Fondazione Don Lorenzo Milani ha un duplice intento: da un lato custodire i luoghi di Barbiana (Scuola, Chiesa, Piscina e Cimitero) dall’altro diffondere il pensiero di don Milani.

Pasolini e Don Milani

Si può seguire la marcia di Barbiana

su Bottega della comunicazione e didattica

e su Istituzione Don Milani


.07. Punti, Parole

15 Maggio 2008

Malintesi

Ricordo che più o meno in quel periodo feci un viaggio a Dublino dove sentii parlare di un filosofo irlandese che era molto di moda negli ambienti universitari. Non avevo letto il suo libro né lo avevo mai incontrato, ma ricordo una sua frase, citata da qualcuno in un bar, che mi aveva subito colpito: era la teoria del punto di vista in movimento”. Non voleva dire un punto di vista mutevole, ma quell’esplorazione che si fa con un certo tipo di raggi X, in cui il continuo cambiamento di prospettiva dà l’effetto della densità. Ancora oggi ricordo l’impressione che quella frase suscitò in me.

 

da Un punto in movimento di Peter Brook, ubulibri 


.06. Punti, Parole

3 Maggio 2008

Vi è un unico tempo

 

[...] Nello stesso modo, preparare un personaggio è proprio l’opposto di costruire: vuol dire demolire, togliere, mattone dopo mattone, dai muscoli dell’attore, dalle sue idee e dalle sue inibizioni, tutto ciò che interferisce tra lui e il suo ruolo finché, un giorno, come portato da un soffio di vento, il personaggio lo penetrerà attraverso ogni suo poro.

da un Punto in movimento di Peter Brook