Con Aldo Moro si conclude Maggio di libri

31 Maggio 2008

Presentazione del libro “Lettere dalla prigionia” a cura di Miguel Gotor.Letture di Iacopo Reggioli.

Miguel Gotor riordina cronologicamente l’intero carteggio, con alcune lettere mai prima d’ora pubblicate, e ne offre un’edizione critica cui applica il rigore interpretativo della filologia storiografica.

qui l’ultima giornata della rassegna

Tutti i post su Aldo Moro in questo blog

 

1978. Delitto Moro


Sul 9 Maggio

11 Maggio 2008

Discorso del Presidente Giorgio Napolitano – 9 maggio 2008 -

Il testo dell’intervento

dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi


9 Maggio 2008: Giornata per le vittime del terrorismo

9 Maggio 2008

Oggi 9 maggio 2008 si celebra la “Giornata della Memoria per le vittime del terrorismo”. Questo giorno di commemorazione è stato fortemente voluto dal Presidente Napolitano ed è utile per ricordare  i frutti velenosi di una stagione politica oramai lontana. La data non è casuale, trentanni fa infatti il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro cadeva vittima della follia brigatista. 

dal blog Candido che  si ringrazia per la segnalazione e la pubblicazione del video

Trentesimo della morte di Aldo Moro

(Primo post) 

 

” Ora, improvvisamente, quando si profilava qualche esile speranza, giunge incomprensibilmente l’ordine di esecuzione. Noretta dolcissima, sono nelle mani di Dio e tue. Prega per me, ricordami soavemente Carezza i piccoli dolcissimi, tutti. Che Iddio vi aiuti tutti. Un bacio di amore a tutti.

Aldo

da Lettere dalla prigionia a cura di Miguel Gotor

 

Analizzando il crimine, la società analizza se stessa: di qui la partecipazione straordinaria con la quale operai e intellettuali, abitanti delle città e delle campagne, poveri e ricchi seguono, in Italia, le vicende di un grande “Caso”. Tutti cercano di decifrare, nei suoi risvolti, ciò che potrebbe appartenere al loro destino.

Hans Magnus Enzensberger, Politica e crimine  

Teatro: Milano, Al Piccolo Teatro

Il 9 Maggio 1978, lo stesso giorno dell’uccisione di Aldo Moro, veniva ucciso Peppino Impastato.

Link:

Una vita contro la mafia

Il Film “I Cento Passi”

  • [a notte fonda, sotto casa]
    Peppino Impastato: Sei andato a scuola, sai contare?
    Giovanni Impastato: Come contare?
    Peppino Impastato: «Come contare», uno, due, tre, quattro. Sai contare?
    Giovanni Impastato: Sì, so contare.
    Peppino Impastato: E sai camminare?
    Giovanni Impastato: So camminà.
    Peppino Impastato: E contare e camminare, insieme, lo sai fare?
    Giovanni Impastato: Sì, penso di sì…
    Peppino Impastato: Allora forza. Conta e cammina. Dai. [prende il fratello per il braccio e comincia a camminare] Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto..
    Giovanni Impastato: Dove stiamo andando?
    Peppino Impastato[alza la voce] Forza, conta e cammina! [...] ottantanove, novanta, novantuno, novantadue,
    Giovanni Impastato: Peppino…
    Peppino Impastato: Novantatré, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c’abita qua?
    Giovanni ImpastatoAmmuninne [sottovoce, intimorito]
    Peppino Impastato[inizia a urlare] Ah, u’zu Tanu c’abita qua! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu’ Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni». E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
    Giovanni Impastato: È nostro padre.
    Peppino ImpastatoMio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

Stamattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio conclusivo della sua campagna elettorale.
Non ci sarà nessun comizio e non ci saranno più altre trasmissioni. Peppino non c’è più, è morto, si è suicidato. No, non sorprendetevi perché le cose sono andate veramente così. Lo dicono i carabinieri, il magistrato lo dice. Dice che hanno trovato un biglietto: “voglio abbandonare la politica e la vita”.
Ecco questa sarebbe la prova del suicidio, la dimostrazione. E lui per abbandonare la politica e la vita che cosa fa: se ne va alla ferrovia, comincia a sbattersi la testa contro un sasso, comincia a sporcare di sangue tutto intorno, poi si fascia il corpo con il tritolo e salta in aria sui binari. Suicidio.
Come l’anarchico Pinelli che vola dalle finestre della questura di Milano oppure come l’editore Feltrinelli che salta in aria sui tralicci dell’Enel. Tutti suicidi. Questo leggerete domani sui giornali, questo vedrete alla televisione. Anzi non leggerete proprio niente, perché domani stampa e televisione si occuperanno di un caso molto importante. Il ritrovamento a Roma dell’onorevole Aldo Moro, ammazzato come un cane dalle brigate rosse. E questa è una notizia che naturalmente fa impallidire tutto il resto. Per cui chi se ne frega del piccolo siciliano di provincia, ma chi se ne fotte di questo Peppino Impastato. Adesso fate una cosa: spegnetela questa radio, voltatevi pure dall’altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. Voi avete dalla vostra la forza del buonsenso, quella che non aveva Peppino.
Domani ci saranno i funerali. Voi non andateci, lasciamolo solo. E diciamolo una volta per tutte che noi siciliani la mafia la vogliamo. Ma no perché ci fa paura, perché ci da sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace. Noi siamo la mafia. E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, sei stato un nutto immescato cu niente. (Salvo Vitale[Discorso fatto alla Radio Aut la notte della morte di Peppino Impastato]

 

Peppino Impastato e Youtube

Aldo Moro/Peppino Impastato

un progetto da seguire

un progetto per costruire la memoria

Teatro 

9 maggio 1978 

L’idea, il Progetto, lo Spettacolo, il Libro

 

  Teatro delle Colonne

Foto di Scena

Marta sui tubi

As4photo e Marta sui tubi

 

Alla fine di questo lungo post

un augurio:

“Che i giovani possano essere migliori di certi  adulti”


Un mese di libri

3 Maggio 2008

Interessante e lodevole iniziativa del Comune di Sesto Fiorentino.

Un mese dedicato ai libri. Segnaliamo questo evento come esempio di buona politica culturale.

Lo facciamo anche per un chiaro motivo: Segnaliamo a chiusura del mese e del programma della manifestazione (31 maggio)  la presenza di Miguel Gotor, con il libro “Lettere dalla prigionia”.   “Sotto un dominio pieno e incontrollato”. Aldo Moro dal carcere delle Brigate Rosse - Presentazione del libro “Lettere dalla prigionia” a cura di Miguel Gotor. Letture di Iacopo Reggioli.

Quanti frequentano questo blog sapranno o avranno modo di sapere il peso e l’importanza che abbiamo dato al libro e alla ricorrenza del trentesimo anniversario della strage di Via Fani e della morte dell’Onorevole Aldo Moro. Il Primo post, l’inizio dell’attività di questo blog, lo testimonia. 

 

Ampia documentazione del programma sul blog Sestosguardo

Il sito del Comune si Sesto Fiorentino con la pagina dedicata alla manifestazione dove è possibile scaricare programma e depliant dell’evento


Teatro Greco di Siracusa/XILV Ciclo di Rappresentazioni Classiche n.04

30 Aprile 2008

Pietro Carriglio, regista dell’Orestiade 2008 a Siracusa

Scrivere per la scena: lo si può fare in diversi modi. Come autore e come regista, ma anche come scenografo (o costumista). Oppure anche, più genericamente ma sempre con impegno, selezionando spettacoli, chiedendo testi, scegliendo autori e produzioni. E’ in libreria un volume che si intitola “Cielo e inferno – Un modello di scrittura scenica: il teatro di Pietro Carriglio”, autore Andrea Bisicchia, docente di Metodologia e critica dello spettacolo all’Università di Parma che ha pubblicato saggi su Rosso di San Secondo, Eduardo De Filippo, D’Annunzio, Testori, Dario Fo ( e ha curato per Mursia i cinque volumi di Tutto il Teatro di August Strindberg, per il quale ha vinto il Premio Diego Fabbri).
Il volume si apre con una introduzione di Mario Luzi, accoglie un excursus di Renato Tomasino e poi si addentra sul “modello di scrittura scenica” di Pietro Carriglio, attuale direttore del Teatro Biondo-Stabile di Palermo. Un percorso di realizzazioni in cui si evidenziano i concetti, le ispirazioni, le necessità espressive delle messinscena di Carriglio, soprattutto regista e scenografo. Il testo è accompagnato da immagini di messinscena di cui Carriglio ha firmato, appunto, regìa e scenografia, ma anche suoi bozzetti di costumi e locandine disegnati per alcuni suoi spettacoli.

da nonsoloteatro.it

la foto è tratta dall’archivio Siciliafoto

“Cielo e inferno. Un modello di scrittura scenica: il teatro di Pietro Carriglio” – per la collana Saggi – Flaccovio Editore – pagine 113, € 11.50

Una scheda


.Domenica.02.

27 Aprile 2008

.LUCE/Editoria

La luce è parola: parola è amore,
amore è conoscenza,
conoscenza è libertà, libertà è luce,
luce è energia, energia è tutto

Luce attiva. Questioni di luce nel teatro contemporaneo,
di Fabrizio Crisafulli,
Titivillus Edizioni



  

Crisafulli, esponente del teatro italiano di ricerca e
artista visivo, non cerca tanto di delineare una
storia organica della luce teatrale, ma individua, riguardo al suo uso, delle
questioni di base. Le problematiche della luce vengono
liberate dai contesti circoscritti della tecnica e dell’immagine nei quali restrittivamente finiscono spesso per venir relegate, ed
indagate in ambiti come quelli della struttura spazio-temporale dello
spettacolo, della costruzione drammatica, della creazione poetica, dell’azione,
del rapporto con il performer. Il volume,
accuratissimo e dotato di un ricco apparato iconografico, presenta nella parte
finale una sezione dedicata al lavoro teatrale dell’autore, che documenta il peculiare
punto di vista di questo libro, interno ad un immaginario artistico, vivo e
operante, e immerso nel processo creativo e nel rapporto operativo con la
tecnica.

. una recensione da www.drammaturgia.it
. il libro al Teatro Studio Scandicci – Firenze

da Vittorio Storaro, Scrivere con la luce, Electa/Accademia dell’immagine

La Luce

La LUCE innanzitutto, dall’iniziazione alla conclusione. Dovuta alla separazione dalla TENEBRA sin dalla creazione, è attratta e respinta da quest’ultima da un continuo desiderio di possedersi reciprocamente, di riunirsi in un miglior Equilibrio tra due ben distinte forze, due ben distinte Energie. Essa è consona alla propria natura, un’esistenza a se stante, indipendente da chi la emette e da chi la osserva. Procede per un proprio cammino, affluisce dalla sua sorgente genitrice, verso un luogo lontano, un infinito, ancora da illuminare. Procede nel fluido dell’Etere Cosmico di Corpuscolo in Corpuscolo, di Onda in Onda, di Quanto in Quanto, percepito solo dall’organo della vista. La luce è una Cosciente sensazione che nasce e si perpetua da un movimento energetico che eccita tutti i corpi che incontra lungo il suo continuo andare. L’occhio e non solo l’occhio, deve la sua esistenza alla possibilità di testimonianza del suo passaggio.

Essa è. comunque, non solo la causa fisica del vedere, ma una delle esperienze fondamentali del vivere; un’apparizione luminosa da sempre attesa, da sempre accolta, da sempre assorbita, da tutta l’umanità. La scienza e la filosofia hanno sin dagli albori del genere umano tentato di svelare, capire, determinare, la natura che la genera. Benché sorta dalla separazione con la Tenebra primordile della vita, la luce si determina comunque. Con la sua qualità inerente lo stesso Cielo, si spresenta con una chiarezza che non fa più parte del mistero: OSCURITA’.
Conduce in sé un sgnificato simbolico che ha indubbiamente radici molto più remote della storia dell’uomo stesso; recita una parte sul palcoscenico del mondo, alternandosi con l’Osurità, in uno spettacolo di declamazione di un’antica interazione di potere, generando un conflitto, una passione, tra due elementi di un’unica natura in una possibile unione non ancora raggiunta la cui comprensione porterebbe ad una rivelazione, a una constatazione, dell’evoluzione della Materia in Energia. L’attrazione verso La Luce è un fatto naturale sin dalla formulazione della parola “Vita” nel mondo vegetale-animale-umano. Il bisogno di cibarsi di quest’Energia, ci fa fronteggiare, con gli occhi e la bocca ancora spalancati dalla meraviglia, la sua sorgente primaria. Una sorgente che non emette in realtà ciò che noi chiamiamo Luce, ma una Materia in movimento che si propaga in un corpo Etereo che pervade tutto l’Universo, una sostanza che ci avvolge e ci circonda, trasmettendoci con la sua vitalità un messaggio che viene inviato da molto lontano. Con il nostro organo della vista riusciamo a decifrare solo una parte di queste vibrazioni che denominiamo LUCE. Una magica parola difficilmente defibile al di fuori dell’Energia. La luce è in realtà una sensazione segretamente psicologica che può svrlarsi a noi nelle sue più intime pieghe interiori, nelle sue più intime emozioni, nei suoi più intimi colori. La Luce, pur nella divisione che la scienza ha cercato di individuare tra i suoi componenti, rimane comunque un’entita unica, a sé stante e ben definita, specificamente denominata. La luce non è altro che Energia, una materia che si muove a grandissima velocità, che sorge, come tutto, da una fonte di onde elettromagnetiche; la Luce è la nostra finalità d’esistenza. “
“LA FORMA FONDAMENTALE, COMUNE A TUTTI I CORPI è LA LUCE”
Bonaventura da Bagnoregio (filosofo e teologo italiano, 1217-1274)
“LA LUCE è SOLTANTO NELL’ANIMA, NELLA MENTE DI CHI LA OSSERVA.”
Pierre Bouguer (Scienziato francese, 1698-1758 )

“LA LUCE NON ESISTE SOLTANTO PER GLI UOMINI, GLI ANIMALI E LE PIANTE, ESSA è UN’ESSENZA UNIVERSALE”
Ludwig Feuerbach (Filosofo tedesco, 1804-1872)
“LA LUCE è NELL’ECONOMIA RAPPRESENTATRICE CIò CHE LA MUSICA NELLA PARTITURA: L’ELEMENTO ESPRESSIVO OPPOSTO AL SEGNO”
Adolphe Appia (Teorico del teatro e scenografo svizzero, 1862-1923))


Cittadinanza attiva/Editoria:

24 Aprile 2008

Teatro e carcere, Un teatro che non cerca applausi

Si segnala a riguardo Senzatitolo

link: L’UOVO

Volti

Non c’è alcuna differenza tra l’esperienza con Peter Brook, di cui sono allievo, e quella con i giovani attori abruzzesi, perchè quest’ultima rappresenta quel filo di continuità con il teatro, che io amo profondamente”. Così Bruce Myers

Novembre 27, 2007