Professione Insegnante
Grazie, grazie e ancora grazie alla dott.ssa Maria Stella Gelmini e al dott. Brunetta!
Non avrei mai creduto di poter sentire tanta riconoscenza verso qualcuno così come mi sta accadendo adesso; sembra strano ma è proprio così. Sì, perché è proprio di fronte alla loro aggressione continua, assillante e decisa verso la scuola e soprattutto verso gli insegnanti che sto reagendo rapidamente come se si trattasse di una reazione chimica, una cartina di tornasole: tanto più nette e aspre sono le loro parole nei confronti di ogni singolo docente, tanto più vivace e sicura è la mia risposta in termini di autostima e di crescita del mio orgoglio professionale che credevo incerto, blando, assopito.
E invece le accuse taglienti, le affermazioni false e tendenziose, le offese stridenti e laceranti non fanno che consolidare, rafforzare, accrescere, rassicurare, aumentare, espandere la fierezza con cui io sento di svolgere il mio compito nella società.
Sostiene il Ministro della Funzione pubblica Brunetta che gli insegnanti sono “Fannulloni”: a chi si riferisce l’esimio Ministro con questo aggettivo? A quale insegnante? Faccia i nomi, fuori i Nomi! Venga a cercarne qualcuno nella scuola in cui io lavoro, venga a misurarne il tempo- lavoro qui; porti con sé un cronometro se proprio intende valutare il lavoro con una quantificazione in secondi, minuti, ore, giorni e notti, e sabati e domeniche e feste comandate! Leggi il seguito di questo post »
Un rimando ad una pagina dedicata a questa giornata su questo blog
Il Presidente Napolitano in occasione del Giorno della Memoria: “Guardare avanti senza mai dimenticare o rimuovere quel che è accaduto. Portare a compimento il giusto sforzo di ricomposizione storica nella rinnovata coesione umana, morale e civile della nazione”.
L’italia è un paese adorabile che meriterebbe di essere meglio abitato
Guido Morselli
…Troppo scarso, ad esempio, è il senso dello Stato, della comunità, del rispetto altrui. Calpestiamo la nostra dignità spirituale sfregiando monumenti, abbandonando alla speculazione il paesaggio, tagliando fondi per la cultura, rinsecchendo la scuola, inaridendo le nostre gloriose radici religiose, lasciando impuniti troppi reati, abbassando la soglia del livello etico generale e così via. Sembra ormai solo retorica l’appello dell’ “epistola” latina Ad Italiam del Petrarca. “Salve, a Dio cara, terra santissimma, /terra sicura ai buoni, temibile ai superbi”. Qualche volta si è tentati di condividere il pessimismo inguaribile di alcune personalità che sono state spesso la coscienza critica (inascoltata) del nostro paese. Eppure è possibile risalire la china con un impegno che parta, certo, dal’alto della politica ma che soprattutto sia praticato da tutti, insegnato nella scuola (cos’è mai oggi l’antica “educazione civica”?), nella famiglia, nelle stesse comunità ecclesiali, attraverso verità, onestà, giustizia, rispetto delle regole comuni, adesione ai valori.
da Gianfranco Ravasi, Le parole e i giorni – Nuovo Breviario Laico, Mondadori
Dimmi e io dimentico; mostrami e io ricordo; coinvolgimi e io imparo.
Benjamin Franklin
Se insegni, insegna a dubitare di ciò che insegni
Josè Ortega Y Gasset
Ecco due frasi da meditare cercando di individuare il comune filo conduttore, ossia l’insegnare. E’, questa, una delle attività più alte e delicate che una persona compia nei confronti di un’altra. Ed è significativo ciò che osserva, nel primo aforisma, Benyamin Franklin, sì, l’inventore del parafulmine che fu anche scrittore e politico del Settecento americano. Egli distingue quasi tre gradi nell’insegnamento. Il primo è quello – ahimè molto “scolastico”- del dire le cose agli altri perchè le imparino, secondo il metodo dell’allevamento dei polli: li ingozzi perché assorbano cibo. E’ naturale che l’esito sia solo quello dell’evacuazione nell’oblio. Diverso è il secondo caso. La dimostrazione motivata, che nasce da un convincimento o da un’esperienza dello stesso maestro, incide e convince il discepolo che ricorderà il messaggio ricevuto.
Infine c’è la testimonianza: il docente non solo dimostra ma rivela che quella verità ha guidato le sue scelte, l’ha aiutato nel percorso della vita e allora le sue parole non saranno solo ricordate ma diventeranno un esempio da imitare, coinvolgendo l’alunno in pienezza. E’ ovvio che questa triade vale non solo per gli insegnanti ma per tutti gli educatori e ciascuno di noi lo è nei confronti quotidiani col prossimo. Un cenno merita annche la seconda frase che è del filosofo spagnolo José Ortega y Gasset(1833-1955). E’ un monito da assumere con una precisazione. Il dubbio è come una spezia o come il sale, è necessario perché la nostra ragione è limitata e quindi deve’essere bandita ogni arroganza intellettuale, ma se il sospetto diventa eccessivo, ci costringe a sputare il cibo inghiottito. Ci sono due estremi da evitare: non dubitare di niente e dubitare di tutto.
da Gianfranco Ravasi, Le parole e I giorni-Nuovo breviario laico, Mondadori 2008
Napoli con un grande evento all’insegna dell’ambiente,che si tiene fino al 29 giugno. E’ il primo festival teatrale in Europa ad essere completamente ecosostenibile, rispettando in tutte le fasi i rigorosi regolamenti comunitari in materia di sostenibilità e di compatibilità ambientale. 38 debutti, 200 rappresentazioni, 15 paesi coinvolti, 2000 artisti, 9 lingue parlate.