Tento di rispondere a una lettera
Caro Signor Howe,
la sua lettera è un fulmine a ciel sereno e mi mette in difficoltà.
Ella mi domanda come diventare regista. In teatro i registi si autonominano. Un regista disoccupato è una contraddizione in termini, come lo è un pittore disoccupato; a differenza di un attore disoccupato che è una vittima delle circostanze. Si diventa registi autodefinendosi tali, poi persuadendo gli altri che questo è vero. Così, in un certo senso, trovare lavoro è un problema che deve essere risolto con la stessa abilità e con le stesse risorse che servirebbero durante le prove. Non conosco altro sistema che quello di convincere altre persone a lavorare con te, di iniziare qualsiasi lavoro – anche non pagato – e di presentarlo al pubblico in una cantina, nel retro di un pub, in una corsia d’ospedale, in una prigione. L’energia che si produce lavorando è più importante di qualsiasi altra cosa. Faccia quindi in modo che niente le impedisca di essere attivo, anche nelle condizioni più precarie, piuttosto che perdere tempo nel cercare condizioni più favorevoli che potrebbero anche non presentarsi. In fin dei conti, lavoro chiama lavoro.
Con cordialità
Peter Brook, Un punto in movimento, Ubulibri
23 Maggio 2008 alle 10:06 am
Leggendo questa lettera mi è venuto in mente un magnifico insegnamento di qualche anno fa: “Il lavoro bisogna inventarselo…” Il “fare teatro” è uno di quei mestieri che non si smette mai di fare; s’inventa una volta e poi è una continua raffica di pensieri, teorie, parole e pause che, il teatro ce lo insegna, non sono mai vuote….
23 Maggio 2008 alle 5:50 pm
Mi fa piacere che il sistema di relazioni di tempo, di spazio, di contenuti, costruito negli anni, improvvisamente realizzi ogni tanto delle soste di barlume. Ciò che conta è mettere in rilievo il mondo con il teatro che, dici bene, non è mai vuoto
23 Maggio 2008 alle 10:34 pm
una mia amica un giorno mi disse: “lucia io mi invento ogni giorno, solo così riesco a vivere” quindi non solo il lavoro e il teatro si inventa ma anche la vita. Molto bella questa lettera. Ciao Lucia
24 Maggio 2008 alle 6:39 pm
si recita a soggetto
ciao