9 Maggio 2008: Giornata per le vittime del terrorismo

Oggi 9 maggio 2008 si celebra la “Giornata della Memoria per le vittime del terrorismo”. Questo giorno di commemorazione è stato fortemente voluto dal Presidente Napolitano ed è utile per ricordare  i frutti velenosi di una stagione politica oramai lontana. La data non è casuale, trentanni fa infatti il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro cadeva vittima della follia brigatista. 

dal blog Candido che  si ringrazia per la segnalazione e la pubblicazione del video

Trentesimo della morte di Aldo Moro

(Primo post) 

 

” Ora, improvvisamente, quando si profilava qualche esile speranza, giunge incomprensibilmente l’ordine di esecuzione. Noretta dolcissima, sono nelle mani di Dio e tue. Prega per me, ricordami soavemente Carezza i piccoli dolcissimi, tutti. Che Iddio vi aiuti tutti. Un bacio di amore a tutti.

Aldo

da Lettere dalla prigionia a cura di Miguel Gotor

 

Analizzando il crimine, la società analizza se stessa: di qui la partecipazione straordinaria con la quale operai e intellettuali, abitanti delle città e delle campagne, poveri e ricchi seguono, in Italia, le vicende di un grande “Caso”. Tutti cercano di decifrare, nei suoi risvolti, ciò che potrebbe appartenere al loro destino.

Hans Magnus Enzensberger, Politica e crimine  

Teatro: Milano, Al Piccolo Teatro

Il 9 Maggio 1978, lo stesso giorno dell’uccisione di Aldo Moro, veniva ucciso Peppino Impastato.

Link:

Una vita contro la mafia

Il Film “I Cento Passi”

  • [a notte fonda, sotto casa]
    Peppino Impastato: Sei andato a scuola, sai contare?
    Giovanni Impastato: Come contare?
    Peppino Impastato: «Come contare», uno, due, tre, quattro. Sai contare?
    Giovanni Impastato: Sì, so contare.
    Peppino Impastato: E sai camminare?
    Giovanni Impastato: So camminà.
    Peppino Impastato: E contare e camminare, insieme, lo sai fare?
    Giovanni Impastato: Sì, penso di sì…
    Peppino Impastato: Allora forza. Conta e cammina. Dai. [prende il fratello per il braccio e comincia a camminare] Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto..
    Giovanni Impastato: Dove stiamo andando?
    Peppino Impastato[alza la voce] Forza, conta e cammina! [...] ottantanove, novanta, novantuno, novantadue,
    Giovanni Impastato: Peppino…
    Peppino Impastato: Novantatré, novantaquattro, novantacinque, novantasei, novantasette, novantotto, novantanove e cento! Lo sai chi c’abita qua?
    Giovanni ImpastatoAmmuninne [sottovoce, intimorito]
    Peppino Impastato[inizia a urlare] Ah, u’zu Tanu c’abita qua! Cento passi ci sono da casa nostra, cento passi! Vivi nella stessa strada, prendi il caffè nello stesso bar, alla fine ti sembrano come te! «Salutiamo zu’ Tanu!» «I miei ossequi, Peppino. I miei ossequi, Giovanni». E invece sono loro i padroni di Cinisi! E mio padre, Luigi Impastato, gli lecca il culo come tutti gli altri! Non è antico, è solo un mafioso, uno dei tanti!
    Giovanni Impastato: È nostro padre.
    Peppino ImpastatoMio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

Stamattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio conclusivo della sua campagna elettorale.
Non ci sarà nessun comizio e non ci saranno più altre trasmissioni. Peppino non c’è più, è morto, si è suicidato. No, non sorprendetevi perché le cose sono andate veramente così. Lo dicono i carabinieri, il magistrato lo dice. Dice che hanno trovato un biglietto: “voglio abbandonare la politica e la vita”.
Ecco questa sarebbe la prova del suicidio, la dimostrazione. E lui per abbandonare la politica e la vita che cosa fa: se ne va alla ferrovia, comincia a sbattersi la testa contro un sasso, comincia a sporcare di sangue tutto intorno, poi si fascia il corpo con il tritolo e salta in aria sui binari. Suicidio.
Come l’anarchico Pinelli che vola dalle finestre della questura di Milano oppure come l’editore Feltrinelli che salta in aria sui tralicci dell’Enel. Tutti suicidi. Questo leggerete domani sui giornali, questo vedrete alla televisione. Anzi non leggerete proprio niente, perché domani stampa e televisione si occuperanno di un caso molto importante. Il ritrovamento a Roma dell’onorevole Aldo Moro, ammazzato come un cane dalle brigate rosse. E questa è una notizia che naturalmente fa impallidire tutto il resto. Per cui chi se ne frega del piccolo siciliano di provincia, ma chi se ne fotte di questo Peppino Impastato. Adesso fate una cosa: spegnetela questa radio, voltatevi pure dall’altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. Voi avete dalla vostra la forza del buonsenso, quella che non aveva Peppino.
Domani ci saranno i funerali. Voi non andateci, lasciamolo solo. E diciamolo una volta per tutte che noi siciliani la mafia la vogliamo. Ma no perché ci fa paura, perché ci da sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace. Noi siamo la mafia. E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, sei stato un nutto immescato cu niente. (Salvo Vitale[Discorso fatto alla Radio Aut la notte della morte di Peppino Impastato]

 

Peppino Impastato e Youtube

Aldo Moro/Peppino Impastato

un progetto da seguire

un progetto per costruire la memoria

Teatro 

9 maggio 1978 

L’idea, il Progetto, lo Spettacolo, il Libro

 

  Teatro delle Colonne

Foto di Scena

Marta sui tubi

As4photo e Marta sui tubi

 

Alla fine di questo lungo post

un augurio:

“Che i giovani possano essere migliori di certi  adulti”

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