.LUCE/Editoria
La luce è parola: parola è amore,
amore è conoscenza,
conoscenza è libertà, libertà è luce,
luce è energia, energia è tutto
Luce attiva. Questioni di luce nel teatro contemporaneo,
di Fabrizio Crisafulli,
Titivillus Edizioni
artista visivo, non cerca tanto di delineare una
storia organica della luce teatrale, ma individua, riguardo al suo uso, delle
questioni di base. Le problematiche della luce vengono
liberate dai contesti circoscritti della tecnica e dell’immagine nei quali restrittivamente finiscono spesso per venir relegate, ed
indagate in ambiti come quelli della struttura spazio-temporale dello
spettacolo, della costruzione drammatica, della creazione poetica, dell’azione,
del rapporto con il performer. Il volume,
accuratissimo e dotato di un ricco apparato iconografico, presenta nella parte
finale una sezione dedicata al lavoro teatrale dell’autore, che documenta il peculiare
punto di vista di questo libro, interno ad un immaginario artistico, vivo e
operante, e immerso nel processo creativo e nel rapporto operativo con la
tecnica.
. una recensione da www.drammaturgia.it
. il libro al Teatro Studio Scandicci – Firenze
da Vittorio Storaro, Scrivere con la luce, Electa/Accademia dell’immagine
La LUCE innanzitutto, dall’iniziazione alla conclusione. Dovuta alla separazione dalla TENEBRA sin dalla creazione, è attratta e respinta da quest’ultima da un continuo desiderio di possedersi reciprocamente, di riunirsi in un miglior Equilibrio tra due ben distinte forze, due ben distinte Energie. Essa è consona alla propria natura, un’esistenza a se stante, indipendente da chi la emette e da chi la osserva. Procede per un proprio cammino, affluisce dalla sua sorgente genitrice, verso un luogo lontano, un infinito, ancora da illuminare. Procede nel fluido dell’Etere Cosmico di Corpuscolo in Corpuscolo, di Onda in Onda, di Quanto in Quanto, percepito solo dall’organo della vista. La luce è una Cosciente sensazione che nasce e si perpetua da un movimento energetico che eccita tutti i corpi che incontra lungo il suo continuo andare. L’occhio e non solo l’occhio, deve la sua esistenza alla possibilità di testimonianza del suo passaggio.
Conduce in sé un sgnificato simbolico che ha indubbiamente radici molto più remote della storia dell’uomo stesso; recita una parte sul palcoscenico del mondo, alternandosi con l’Osurità, in uno spettacolo di declamazione di un’antica interazione di potere, generando un conflitto, una passione, tra due elementi di un’unica natura in una possibile unione non ancora raggiunta la cui comprensione porterebbe ad una rivelazione, a una constatazione, dell’evoluzione della Materia in Energia. L’attrazione verso La Luce è un fatto naturale sin dalla formulazione della parola “Vita” nel mondo vegetale-animale-umano. Il bisogno di cibarsi di quest’Energia, ci fa fronteggiare, con gli occhi e la bocca ancora spalancati dalla meraviglia, la sua sorgente primaria. Una sorgente che non emette in realtà ciò che noi chiamiamo Luce, ma una Materia in movimento che si propaga in un corpo Etereo che pervade tutto l’Universo, una sostanza che ci avvolge e ci circonda, trasmettendoci con la sua vitalità un messaggio che viene inviato da molto lontano. Con il nostro organo della vista riusciamo a decifrare solo una parte di queste vibrazioni che denominiamo LUCE. Una magica parola difficilmente defibile al di fuori dell’Energia. La luce è in realtà una sensazione segretamente psicologica che può svrlarsi a noi nelle sue più intime pieghe interiori, nelle sue più intime emozioni, nei suoi più intimi colori. La Luce, pur nella divisione che la scienza ha cercato di individuare tra i suoi componenti, rimane comunque un’entita unica, a sé stante e ben definita, specificamente denominata. La luce non è altro che Energia, una materia che si muove a grandissima velocità, che sorge, come tutto, da una fonte di onde elettromagnetiche; la Luce è la nostra finalità d’esistenza. “