.03. Punti, Parole

La Visione stereoscopica

da Un punto in movimento di Peter Brook, Ubulibri
La visione stereoscopica

[...] Io penso che si dovrebbe dividere a metà il termine
‘dirigere’.
Una metà per significare, com’é ovvio, essere regista,
cioè assumersi responsabilità, prendere decisioni, dire “si” o o “no”, avere l’ultima parola. L’altra per indicare chi mantiene la giusta rotta; qui il regista diventa guida, è al timone, deve aver studiato le mappe e deve sapere se sta facendo rotta verso nord o verso sud; cerca di continuo, ma non a casaccio; non cerca tanto per cercare, ma con un obiettivo.[...]
Si deve rimanere fedeli a se stessi, quasi credendo in quello che si fa, consapevoli, tuttavia, che la verità è sempre altrove. Per questa ragione si è in grado di apprezzare la possibilità di essere con se stessi e di là da se stessi e constatare che questo movimento tra interno ed esterno cresce attraverso lo scambio con gli altri ed è alla base di quella visione stereoscopica della vita che il teatro può far nascere.

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